
Ho deciso di restare viva,
cullata nella mia abbondanza di ricordi.
Li ho tutti ordinati in una cassapanca antica che possiedo.
Ogni tanto uno di loro si fa spazio tra la polvere,
bussa al mio cuore nudo ed io rispondo.
È cosi lontano il tempo che ho vissuto con i matti,
loro non sono mai andati via.
Rimangono qui intorno tradotti come fatti
che ancora hanno voglia di accadere.
Io li accarezzo tutti quando vengono a trovarmi.
*
Non posso vivere una vita piegata di ricordi.
La mia schiena chiede di rimanere diritta,
le mie labbra rosse raccontano la mia verità
intrisa di sangue vivo.
Tutto in me è rifiuto di vergogna.
Niente di ciò che ho vissuto
racconta ciò che sono divenuta per davvero.
Vorrei nascondere la mia bocca
ma la donna che sono ora è tutta disvelata.
Le mie parole annunciano solo perdono,
non troverete nel loro suono
traccia di vendetta.
*
Nessuno mi ha toccata per davvero,
io sono ancora vergine alla vita.
Violata certo in tutte le accezioni.
Chiusa tra i muri ciechi dell’indifferenza,
spogliata affranta dalla bestialità normale.
Immacolata nonostante tutto.
Redenta di incessante pianto,
con tutto ho convissuto,
provato amore per tutto,
per il mio nemico.
E giunta l’ora mia non ho dato rimpianto.
Immacolata come una bambina
sconfitta di candore,
dal folle amore dell’Angelo concepita.
Queste poesie evocative sono di Renzo Cappellari, che ha dedicato ad Alda Merini un intero volume di poesie uscite nel 2024: Io e Alda. I matti (ed. L’Arca di Noè), di cui ho curato la prefazione.
Super consigliato per gli appassionati di Alda Merini.
Ornella Spagnulo


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