Recensione al film su Alda Merini

Faenza si era già dedicato eccellentemente al tema della malattia mentale con Prendimi l’anima, capolavoro sul rapporto tra Jung e Spielrein. Ora ci riprova con il biopic su Alda Merini. E fa centro.

Fa centro perché prima di tutto il filo costante del film è la poesia di Alda Merini nella sua purezza, letta o interpretata dagli attori anche nella forma dell’aforisma. Poi perché sceglie appunto attori capaci ed evocativi, prima fra tutti Laura Morante. Infine perché con poche scene riesce a ricostruire interi periodi di vita con i loro drammi.

Unico “difetto”: mi è sembrato che nella seconda e ultima parte abbia corso un po’ troppo.

O forse avrei solo voluto che durasse di più il film!

In molti hanno criticato negativamente Folle d’amore, il primo film su Alda Merini: è vero, il periodo tarantino non viene approfondito; è vero, Laura Morante non esprime del tutto la complessità, la mutevolezza e l’ironia di Alda Merini, ma si tratta di un film. Il regista ha dovuto fare delle scelte e trasferire ogni aspetto dell’esistenza della “poetessa della gioia” sullo schermo era impossibile.

Ornella Spagnulo

Sono Ornella Spagnulo, dottoressa di ricerca in Studi Umanistici.
Ho scritto il saggio Alda Merini. La poetessa di tutti, Augh! Edizioni, sulla vita e sull’opera di Alda Merini. Ho curato Confusione di stelle di Alda Merini per Einaudi con Riccardo Redivo. Ho scritto anche il saggio breve E gli angeli sono distanti. Interviste su Alda Merini.
Ho pubblicato dei romanzi, di cui uno pluripremiato, Maddalena bipolare (qui il link del sito dedicato al libro), un saggio su Isabel Allende e diverse raccolte di poesie. Come poetessa ho vinto la medaglia Alda Merini di Poesia, una menzione speciale al concorso Alberoandronico, il concorso La Rosa Edizioni, il concorso 99 non è Cento, il premio Poesia Giovani Minturnae.

Questo è il mio sito, ci puoi trovare informazioni su di me e sui miei libri: www.ornellaspagnulo.com.